UEDA ROKUROKU

ITA

2010

-Si laurea presso la Joshibi University of Art and Design, Tokyo

2012

-Termina il corso di specializzazione in conservazione e restauro delle pitture giapponesi presso la Joshibi University of Art and Design, Tokyo

2015

-Termina il dottorato in Storia delle belle arti presso Joshibi University of Art and Design, Tokyo

ENG

2010

-Degree at Joshibi University of Art and Design, Tokyo.

2012

-Finishes the specialization course in Conservation and Restoring of Japanese peintures at Joshibi University of Art and Design, Tokyo.

2015

-Finishes the PhD in History of Arts at Joshibi University of Art and Design, Tokyo.

 

 

ITA

Le opere di Rokuroku si pongono in un presente che oscilla tra la proposizione della tradizione e dell’innovazione e si identifica tra due polarità, quella di muoversi nella storia e nel proprio essere. La cifra è improntata ad un’ evidente stilizzazione che riduce a forma pura il soggetto attraverso l’uso di elegante linearismo paragonabile a quello del Liberty, ma più vibrante nei colori, tale da infondere quasi un principio di vita, un respiro che si espande e si addensa nella sinuosità delle forme. Il desiderio dell’ artista è “trasformare i colori, i suoni, gli odori, le temperature, l’ umidità, le luci e tutte le presenze del quotidiano in linee, forme, colori, cioè in pittura”. E l’esito è prezioso, come gli ori, i neri o taluni azzurri rinascimentali che irradiano le sue opere. Le linee dinamiche e ondulate, il prolungarsi delle forme, i colori vibranti che sembrano non stemprarsi nella leggerezza dell’acquarello definiscono lo stile di Rokuroku, che non è replica e ripetizione ma coerenza alla delicatezza della propria poetica che si fonda su un equilibrio formale di sofisticata e ricercata eleganza. La fascinazione che la sinuosità delle sue immagini emana è ipnotica e guardandole ci sembra che talune accese discussioni sulla morte della pittura ‘pittura’ si svuotino di senso, a meno che non preludano e ne contemplino la rinascita. Accanto a lavori che rimandano alla sterminata narrazione della Natura, a cui la storia dell’ arte nipponica si è da sempre ispirata , Rokuroku ci propone dei lavori di dimensione ridotta, quasi miniature a fronte del Grande Libro della tradizione giapponese, la cui scrittura è esaltante calligrafia, ed il cui alfabeto, pure da sempre, ha privilegiato la sembianza estetica. “Ah che freschezza, quando sfugge alla campana, la voce della campana”. recita Yosa Buson, considerato tra i grandissimi maestri dell’ haiku giapponese. E nelle opere di Rokuroku pare che talvolta la pittura sfugga alla campana della tradizione per inserirsi in un immaginario che non ha confini.

ENG

Rokuroku’s work places itself in a present that oscillates between the proposition of tradition and innovation, and identifies itself between two polarities, moving through history and its own being. The style is characterized by an evident stylization that reduces the subject to pure form through the elegant use of linearism, comparable to the one used in Liberty even if more vibrant in its colors; this way it is able to instill almost a principle of life, a breath that expands and becomes denser within the sinuosity of the shapes. The artist’s desire is to “transform colors, sounds, smells, temperatures, humidity, lights and all that is present in everyday life into lines, shapes and colors, that is to say, into painting”. The result is precious, like the gold, blacks or some Renaissance blues that irradiate his work. The dynamic and undulating lines, the prolongation of shapes, the vibrant colors that seem not to dissolve within the lightness of the watercolor, define Rokuroku’s style, which isn’t replica and repetition, but rather coherence of delicacy of his own poetics based on a formal balance of sophisticated and refined elegance. The fascination that the sinuosity of his images emanates is hypnotic, and when looking at them it seems that some discussions about the death of “painting” painting are meaningless, unless they prelude or contemplate its rebirth. Together with works that recall the endless narration of Nature, by which Japanese art has always been inspired, Rokuroku proposes some smaller works, almost like miniatures compared to the Great Book of Japanese tradition, whose writing is exciting calligraphy and whose alphabet has always privileged the esthetical appearance. “Oh what freshness, when the voice of the bell slips away from the bell”, recites Yosa Buson, considered one of the great masters of haiku in Japanese history. In Rokuroku’s work, it sometimes seems that painting slips away from the bell of tradition in order to place itself in a collective imaginary that has no boundaries

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  1. Pingback: Japan my love – Milano 2016 | MoioliPress - di Alberto Moioli

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