Carte Scoperte nasce sulle ceneri delle gallerie precedentemente aperte da Gianni Zardin, a Milano e a Miami. Un nuovo spazio dedicato alle opere su carta del ‘900 italiano. La carta come genesi dell’idea dell’artista: il guizzo della genialità, l’idea primordiale e non inquinata da altre tecniche; il parto creativo e il tratto inconfondibile sono ciò che hanno ispirato i soci di CS a decidere di concentrarsi sulle opere su carta.
Le opere su carta sono l’esempio più raffinato del lavoro di un’artista, inoltre, le carte offrono la possibilità d’avvicinarsi ad artisti top a dei prezzi notevolmente inferiori alle opere su tela.
Nel nuovo spazio di via Maroncelli, 14 a Milano (ex galleria Grazia Neri), s’alterneranno mostre collettive e personali, dedicate sia ai grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea che ad artisti emergenti o a quelli dimenticati o sottovalutati dal mercato. Proprio nel campo degli artisti emergenti, Carte Scoperte, collaborerà dando spazi e consulenze, al gruppo di giovani soci del Circolo Filologico Milanese che hanno dato vita al movimento artistico KRISIS.

  • Lo Spazio

    Situata al centro della Via Maroncelli, la Galleria Carte Scoperte ha trovato ospitalità nell’ex Galleria Grazia Neri. Uno spazio luminoso suddiviso in due sale espositive e in uno spazio con ufficio e archivio. Sono state aperte le vetrine su strada ed è stata portata qualche piccola modifica alle suddivisioni interne cercando di non alterare il fascino di uno spazio con un passato tanto prestigioso: sono stati restaurati i vecchi pavimenti in parquet industriale e sostituite le luci con prodotti a risparmio energetico ma mantenendo lo stesso progetto d’illuminazione preesistente. Uno spazio duttile che può ospitare diversi tipi di eventi non necessariamente legati all’arte.

Artisti

Valerio Adami

1935 - oggi

Partito da una pittura espressionista e poi da una astratto-gestuale, si pose sucessivamente il problema del recupero della figurazione risolta, secondo i moduli della PopArt americana e in particolare di Roy Lichtenstein, sviluppando una sorta di racconto a fumetti fantastico e ironico dove in interni spersonalizzati si dispongono oggetti banali, assunti come simboli, anche sessuali, della modernità.
Lo stile si distingue nell'uso di una materia cromatica in stesure piatte, liscie e continue, dentro le nette recinzioni nere del disegno.

Rodolfo Aricò

1930 - 2002

Rodolfo Aricò presenta la sua prima mostra personale al Salone Annunciata a Milano nel 1959. Nel 1964 partecipa alla XXXII Biennale di Venezia dove espone Trittico dell’esistenza. Nel 1965 Roberto Sanesi gli dedica il volume Reperti: per uno studio sulla pittura di Rodolfo Aricò e il suo lavoro Work in progress. Le “simultanee forme” di Delaunay viene acquisito dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. Nel 1967 presenta una personale alla Galleria L’Attico di Roma. Nel 1968 è invitato alla XXXIV Biennale di Venezia, dove espone, in una sala personale, uno spazio ambientale costituito da grandi opere da cui emerge il carattere strutturale della sua pittura-oggetto. Dell’anno successivo è la sua personale alla Deson-Zacks Gallery di Chicago. Le opere degli anni settanta vedono concentrarsi la riflessione sulla reinterpretazione della sua visione umanistica della storia dell’arte e degli archetipi dell’architettura, espressa in una sottile pittura a spruzzo, con vari strati sovrapposti di gocce di colore che creano un risultato finale di monocromia.

Opere:

Mario Bionda

1913 - 1985

Formatosi nello studio di Felice Casorati dal 1927 al 1932, conobbe una fase neocubista nel primissimo dopoguerra, fino ad abbracciare lo stile informale negli anni cinquanta, dedicando particolare attenzione agli aspetti materici delle sue composizioni. Nel 1956 pubblicò, insieme a Ralph Rumney e Costantino Guenzi, il Manifesto antiestetico, ufficializzando la sua adesione all'informale, in polemica contro gli eccessi dello Spazialismo e aprendo la strada ai futuri manifesti e dichiarazioni d'intenti di artisti come Piero Manzoni, Pierre Restany, Arnaldo e Giò Pomodoro. Al manifesto seguì una serie di tre personali a Milano (dove Bionda divenne frequentatore di Brera e di artisti tra cui lo stesso Manzoni[3]), di cui l'ultima nel 1958 alla Galleria Il Milione, con presentazione di Franco Russoli, che descrisse le sue opere come «una vibrazione intensa di luci che coinvolgono le forme, accidentate da scattanti segni e da accensioni -o meglio, da resti di combustioni- di qualcosa che fu colore e resta tono»[1]. Nelle opere di quel periodo si nota inoltre una certa severità di impostazione, lontana dagli abbandoni irrazionali dell'astrattismo vero e proprio.

Opere:

Remo Brindisi

1918 - 1996

Remo Brindisi è stato un pittore italiano del Novecento. Ha studiato a Penne (Pescara), alla Scuola d'arte Mario dei Fiori, l'Aquila, e a Roma, frequentando poi la Scuola d'Arte di Urbino. Nel corso della vita ha compiuto molti viaggi di studio (tra cui a Firenze, Parigi, Venezia) e poi si trasferì a vivere a Milano. Riconosciuto a livello internazionale sino a divenire uno dei pittori maggiormente citati e noti della pittura italiana dell'ultimo secolo. A lui sono dedicati in Italia istituti scolastici nonché alcune strade.

Opere:

Carmelo Cappello

1912 - 1996

Carmelo Cappello è nato a Ragusa nel 1912. Dopo i primi studi all'Istituto d'Arte di Comiso, si trasferisce nel 1929 a Roma dove vive per un anno lavorando nello studio di Ettore Colla. Dopo una sua prima fase figurativa è attratto dalla scultura di Moore; passa dal Costruttivismo russo di Tatlin all’attenzione allo spazio suggerito da Brancusi, Pevsner e Gabo: da queste matrici culturali scaturisce il suo personale linguaggio rivolto alla declinazione di ritmi lineari e volumetrici. Componenti costanti delle sue strutture sono la curva, legata nel cerchio oppure marcata nell' ellissi, in un rigoroso equilibrio dei rapporti bidimensionali. A Ragusa, nel 1994, inaugura la Raccolta Cappello con le opere donate alla sua città natale.

Opere:

Ezio Cella

1932 - oggi

Milanese (1932), Ezio Cella è pittore e scultore. La nostra città ricorda in particolare una sua grande scultura esposta nel '91 nella Galleria dell'Ottagono e una sua Natività, collocata su un tram in Piazza Duomo, che sollevò scalpore tra il pubblico e i media (1996). Cella ha sempre sentito, con forza e timore, l'impatto sull'individuo dell'inquinamento, inteso come aggressione sia fisica che mentale, come mancanza di rispetto dell'uomo verso l'ambiente e quindi verso se stesso, che di questo meraviglioso universo è protagonista.

Roberto Crippa

1921 - 1972

Diplomatosi in arte nel 1947/1948 all'Accademia di Brera (dove incontrò Aldo Carpi, Carlo Carrà e Achille Funi), partecipò l'anno successivo alla Biennale di Venezia, ed espose opere alla Triennale di Milano. Di nuovo nel 1950, 1954 e 1956 fu presente alla Biennale e sempre nel 1950 espose a Trieste nel corso di una collettiva dal titolo Arte spaziale. L'opera di Crippa all'inizio degli anni cinquanta si incentrava attorno a serie di dipinti detti Spirali, di carattere geometrico e astratto: con il gesto geometrico quasi-circolare (ma mai perfettamente tondo) Crippa creava degli spazi involuti, da cui si generavano raggi che idealmente si proiettavano fuori dalla bidimensionalità della tela, in linea coi principi del "Manifesto" spazialista.

Opere:

Dadamaino

1930 - 2004

Al secolo Edoarda Emilia Maino, contribuì attivamente ai movimenti dell'avanguardia artistica milanese degli anni cinquanta con le sue ricerche geometricopercettive. Laureatasi in Farmacia, scoprì tardi la sua vocazione per l'arte. Verso la fine degli anni cinquanta si affiancò ai giovani artisti che seguivano Lucio Fontana, l'avanguardia artistica del dopoguerra a Milano. Erano soliti usare il Bar Jamaica come luogo di ritrovo: tra di loro, Piero Manzoni, Gianni Colombo, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi. Dadamaino ader' subito al progetto di Azimuth, fondato da Manzoni e al movimento Zero di Heinz Mack, Otto Piene e Gunter Uecker. Elaborando la propria personale poetica ispirata al ribaltamento dei concetti della produzione seriale, tipica della produzione industriale dei beni di consumo, espose in Olanda, Belgio, Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, ottenendo all'estero più riconoscimenti che in Italia. Con Getulio Alviani, Bruno Munari ed Enzo Mari fu tra i fondatori di Nuova tendenza, partecipando poi a numerose rassegne internazionali. Le sue ricerche si svilupparono nella composizione di un alfabeto visivo di sedici segni, da lei chiamato alfabeto della mente.

Opere:

Lucio Del Pezzo

1933 - oggi

Tra i fondatori del Gruppo 58 di Napoli, d'impostazione neosurrealista e neodadaista, Del Pezzo ha inoltre collaborato alla rivista Documento Sud. Le sue opere del periodo 1958-1960 proponevano assemblaggi di vari oggetti, tra cui frammenti di stampe e immagini popolari. Nel 1960 si trasferì a Parigi, poi a Milano, dove gli sono state dedicate diverse mostre monografiche (nel 1974 la prima). A partire dal 1962 Del Pezzo ha realizzato un suo tipico repertorio di "quadri" o "sculture", formati da pannelli geometrici monocromi, sui quali sono iserite mensole o scavate concavità, che sostengono oggetti geometrici regolari (birilli, uova di legno, bocce, manichini, etc.) a volte molto colorati. Nelle sue pitture-oggetto e nei suoi assemblages è sempre presente l'aspetto ludico. Per il tono ironico e per l'utilizzo di oggetti d'uso quotidiano decontestualizzati, tali opere rimandano alla Pop Art; ma si riscontra un evidente recupero di Giorgio De Chirico, Carlo Carrà e Giorgio Morandi (Motivo, 1967), e delle geometrie della pittura metafisica.

Opere:

Piero Dorazio

1927 - 2005

Pittore italiano, che con la partecipazione alla stesura del Manifesto del formalismo, Forma 1 (1947) e alla formazione della Fondazione Origine (1952), e con la sua presenza nell'ambito dell'Art Club e della Galleria Âge d'or a Roma e a Firenze, svolse, parallelamente alla sua esperienza pittorica, un'intensa attività teorica e organizzativa a favore dell'arte non figurativa. La sua ricerca, pur caratterizzandosi in varie fasi, rimase costantemente incentrata sulle proprietà pittoriche della forma, del colore, dello spazio e dei materiali, evidenziando il valore "segno-luce-colore": così nei rilievi bianchi (1951-52), dove elementi sottili materializzano linee di forza che coinvolgono in una nuova vibrazione la superficie del quadro, nelle esperienze con nuovi materiali, nella serie dei quadri basati su macchie di colori primarî ordinati lungo linee di forza curve (1956), nei reticoli trasparenti di strutture cromatiche sovrapposte (1958), nelle stesure più ampie, nelle bande di colore incrociate, nelle stesure in cui si dilatano macchie variamente disposte sulla tela.

Opere:

Gianni Dova

1925 - 1991

Pittore italiano. Ha studiato a Milano con Funi, Carpi, Carrà. Nel 1946 è stato fra i firmatarî del Manifesto del realismo oltre Guernica, e nel 1948 ha aderito al gruppo spazialista milanese. Dopo un primo periodo astratto-spaziale ha recuperato suggestioni surreali, ricavate con l'inserimento di particolari anatomici nelle macchie, nei grumi di colore o negli smalti, evocando atmosfere allucinate che in seguito si sono diradate per dare spazio a toni più sereni.

Enzo Esposito

1946 - oggi

Nato a Benevento nel 1946, dal 1980 Enzo Esposito vive e lavora a Milano. Dopo una fase di maturazione in un clima di arte concettuale e di rigore formale, seguita da un breve periodo di uso del mezzo fotografico, è uno tra i pochi artisti in Italia a intuire, alla fine degli anni '70, il passaggio alla pittura attraverso gli “ambienti”.

Opere:

Donato Frisia

1883 - 1953

Dal 1905 al 1910 si forma all'Accademia di Brera di Milano: fa parte della cerchia di Emilio Gola e nel 1910 partecipa, per la prima volta, all’Esposizione Nazionale di Belle Arti alla Società ed Esposizione Permanente di Milano. Si fa notare per l’esecuzione di monumenti funerari e, in pittura, si dedica principalmente al paesaggio e alla natura morta. Nel 1914 si presenta alla XI Esposizione Internazionale d'arte della città di Venezia. Tornato dalla Prima guerra mondiale, compie numerosi viaggi, soprattutto a Parigi. Nel 1921 vince il premio Mylius dell’Accademia di Belle Arti di Milano e nel 1922 il Premio Principe Umberto. I suoi viaggi, anche nel nord Africa, proseguono anche negli anni Trenta. Nel 1942 la XXIII Esposizione Internazionale di Venezia gli dedica una sala personale.

Marco Lodola

1955 - oggi

Artista italiano, dopo aver frequentato l'Accademia di belle arti di Firenze e di Milano, agli inizi degli anni Ottanta, insieme con altri artisti, ha fondato a Milano il movimento del Nuovo Futurismo, teorizzato dal critico R. Barilli. Nella sua indagine del mondo consumistico contemporaneo il richiamo al futurismo è particolarmente evidente nell'uso appassionato del colore, nella volontà di utilizzare materiali industriali poveri, come plexiglas, perspex e smalti, e tecnologie legate all'attualità: ne deriva una produzione, influenzata direttamente dai suoi interessi culturali, dalla musica al cinema, dalla pubblicità al fumetto, caratterizzata da una forte componente ludica, dall'uso del design e delle plastiche sagomate vivacemente colorate, a volte illuminate dall'interno. Ha partecipato a esposizioni in Italia e all'estero, ha ottenuto importanti commissioni pubbliche e private, collabora attivamente con scrittori e musicisti italiani ed è particolarmente attivo nel campo pubblicitario e della comunicazione.

Luciano Minguzzi

1911 - 2004

Scultore italiano. Si formò all'Accademia di Bologna, seguendo E. Drei per la scultura e G. Morandi per la grafica. La sua ricerca si svolse nell'ambito di una figurazione densa di accenti espressivi ed esistenziali che, nel rapporto volume, massa, spazio, luce, offrì soluzioni diverse ma sempre attente ai valori materici e strutturali (serie degli Acrobati, dei Cani, dei Guerrieri, dell'Uomo del lager). Ricevette importanti riconoscimenti internazionali (Biennale di Venezia del 1950 e di San Paolo del 1951) ed eseguì opere monumentali come la porta del duomo di Milano (1965) e la Porta del Bene e del Male per la basilica di S. Pietro a Roma (1970-77). Nel 2012, a un anno dal centenario della nascita, è stata allestita a Bologna presso la Fondazione del Monte una mostra antologica in cui sono esposti bronzi, legni e bozzetti dell'artista.

Opere:

Ignazio Moncada

1932 - 2012

Settimo figlio di Ugo Moncada di Paternò e di Giovanna Lanza Branciforte, soggiornò a Parigi, dove nel 1960 fece la sua prima mostra personale alla galleria Devray, poi a Bruxelles, Roma ed infine (dal 1974) a Milano, dove inventò la «Pont Art», così definita dal critico d'arte Pierre Restany, ovvero «arte del ponteggio», coprendo con teli colorati un edificio in Piazza Duomo, poi un altro di Gio Ponti in Largo Donegani, a Madrid a Palazzo Abrantes sede dell'Istituto Italiano di cultura e ad Augsburg in Germania. Fu anche ceramista: espose nel 2011 alla Triennale di Milano.

Opere:

Aldo Mondino

1938 - 2005

Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di William Heyter, l'Ecole du Louvre e frequenta il corso di mosaico dell'Accademia di Belle Arti con Severini e Licata. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L'Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L'incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino. Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museum fϋr Moderne Kunst - Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d'Arte Moderna di Trento (2000). Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti Musei nazionali ed internazionali ed a numerose collezioni private.

Bruno Munari

1907 - 1998

Designer, scultore e scrittore italiano. Considerato uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del 20° secolo, ha mantenuto inalterata la sua estrosa creatività a sostegno dell'indagine costruttiva della forma attraverso sperimentazioni visive e tattili e, insieme, la sua grande capacità di comunicarla attraverso parole, oggetti, giocattoli. Inizialmente vicino al futurismo, se ne allontanò poi gradualmente dedicando la sua ricerca all'approfondimento di forme e colori e all'autonomia estetica degli oggetti. Tra le realizzazioni più emblematiche le «macchine inutili» (dal 1933), congegni meccanici presentati come modelli sperimentali che indagano sulle possibilità percettive, che fecero di M. un precursore dell'optical art.

Opere:

Davide Nido

1966 - 2014

Opere:

Pino Pinelli

1938 - oggi

È tra i principali esponenti della Pittura Analitica.

Opere:

Aligi Sassu

1912 - 2000

Pittore italiano. Formatosi all'accademia di Brera, aderì giovanissimo al movimento futurista. Dopo i contatti con G. Manzù e i chiaristi lombardi, si volse a una pittura dai toni espressionisti (serie degli Uomini rossi, 1929-34); nel 1934 soggiornò a Parigi. Condannato, nel 1937, a un anno di carcere per antifascismo, fu poi tra i promotori del gruppo Corrente (1938). Dagli anni Cinquanta sperimentò tecniche diverse, dalla pittura murale al mosaico (murali per la Casa del combattente a Valenza Po, 1958; mosaici nel duomo di Lodi, 1964), dalla ceramica (murale per la sede del Parlamento europeo a Bruxelles, 1993) alla grafica (bozzetti per i Vespri Siciliani, 1973, Torino, Teatro Regio; illustrazioni per la Divina Commedia, 1986). La sua opera, caratterizzata dalla rielaborazione di soggetti ricorrenti (cavalli, figure eroiche, crocifissioni, battaglie, ecc.) predilesse in seguito atmosfere metafisiche. Opere nella Galleria d'arte moderna di Milano. Un'ampia donazione dell'artista ha dato origine alla fondazione S. a Lugano (1996), che ha allestito una serie di retrospettive sulla sua opera.

Opere:

Emilio Scanavino

1922 - 1986

Pittore. Studiò a Genova, dove esordì nel 1948 con opere di matrice espressionista. Dopo i soggiorni a Parigi e a Londra lavorò come ceramista ad Albisola, entrando in contatto con G. Dova, L. Fontana e alcuni esponenti del gruppo COBRA; stabilitosi poi a Milano, aderì al Movimento spaziale. La sua ricerca, caratterizzata da un linguaggio informale carico di contenuti espressivi e ritmici, tende successivamente a inserire in griglie più rigide i suoi tipici segni combinati a formare nodi e grovigli. Opere nelle gallerie d'arte moderna di Torino e di Milano.

Opere:

Mario Sironi

1885 - 1961

Pittore. Dopo l'adesione al futurismo, fu nel primo dopoguerra tra i più convinti sostenitori dell'esigenza di un ritorno all'ordine, che espresse attraverso uno stile definito da cadenze metafisiche e da una essenzialità plastico-geometrica di gusto arcaico. Tra i promotori del gruppo del Novecento (1925) e autore del Manifesto della pittura murale (1933), sperimentò tecniche diverse dedicandosi a grandi cicli decorativi.

Opere:

Emilio Tadini

1927 - 2002

Laureato in lettere, è stato presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera dal 1997 al 2000. Ha iniziato la sua attività letteraria sulla rivista Politecnico di Elio Vittorini nel 1947, pubblicando saggi, romanzi, poesie e monologhi. Ha esposto le sue prime opere negli anni sessanta ed è stato invitato alla Biennale di Venezia nel '78 e '82. Nel 2001 si è tenuta una sua retrospettiva a Milano. È stato critico d'arte e letteratura per il Corriere della sera. Si spegne a Milano il 25 settembre 2002 all'età di 75 anni. Ha detto di lui Umberto Eco: "uno scrittore che dipinge, un pittore che scrive”.

Opere:

Emilio Vedova

1919 - 2006

Pittore italiano. Formatosi da autodidatta, nel 1942 aderì a Milano al movimento di Corrente. Dopo aver preso parte attiva alla Resistenza, fu, nel 1946, tra i promotori del Fronte nuovo delle arti, da cui si staccò in polemica con R. Guttuso, impegnandosi in una ricerca astratta che lo portò a unirsi al gruppo degli Otto pittori italiani (1952-53). Partito da un'impostazione di matrice neocubista (ciclo Europa, 1950; ciclo della Protesta, 1953), V. giunse, attraverso il progressivo abbandono delle griglie geometriche e una costante sperimentazione tecnica e materica, ad una libera e dinamica gestualità informale che trovò espressione, dagli anni Sessanta, anche in serie di costruzioni dipinte (in ferro, legno, cartone, vetro, ecc.) ed environments (cicli Lacerazione, 1977-78; Per uno spazio, 1989-90). Oltre alla ricca produzione grafica, V. si dedicò anche alla scenografia teatrale: con L. Nono (che gli ha dedicato la sua prima composizione elettronica, Omaggio a Emilio Vedova, 1960) collaborò, tra l'altro, alla messa in scena di Intolleranza 1960 (1961, Venezia, La Fenice) e Prometeo (1984, Venezia, chiesa di S. Lorenzo). Insegnò presso la Sommerakademie für bildende Kunst a Salisburgo (1965-73) e, dal 1975 al 1986, all'Accademia di belle arti di Venezia. Nel 1997 gli fu assegnato alla Biennale di Venezia il Leone d'oro alla carriera.

Opere:

Luigi Veronesi

1908 - 1998

Pittore italiano, fratello di Giulia. Protagonista della ricerca astratta in Italia tra le due guerre, continuò a elaborare in dipinti, incisioni o bassorilievi le rigorose, caleidoscopiche configurazioni geometriche dell'esordio. Il suo interesse a indagare i rapporti tra suoni e colori attraverso la trasposizione visiva delle frequenze musicali ha informato anche il suo lavoro di scenografo. Nel 1983 gli venne assegnato il premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei per la pittura.

Renato Volpini

1934 - oggi

Nato nel 1934, urbinate di formazione e milanese di adozione, Renato Volpini ha esordito sulla scena artistica alla meta’ degli anni Sessanta.Pittore e scultore, ma anche e forse soprattutto incisore tra i maggiori dell’arte italiana del dopoguerra, Volpini ha alternato la sua attivita’ artistica con quella di stampatore a Urbino, un’attivita’ che lo ha portato a sperimentare diverse tecniche , sino a raggiungere ai risultati piu’ recenti, nei quali l’autore si avvale delle piu’ moderne tecniche di riproduzione.

Opere:

Adolfo Wildt

1868 - 1931

Scultore, fu prof. all'Accademia di Brera (dal 1923). La sua arte, caratterizzata da una sorprendente perizia tecnica nel maneggiare la materia, si propone effetti drammatici, complicati da oscuri significati letterari; essa partecipa solo sporadicamente del gusto del Novecento.

Dove Siamo

Maroncelli District negli ultimi 10 anni è diventata una via dell’eccellenza Milanese. Citata sul New York Times a sull'Indipendent come il nuovo polo trendy del Collezionismo Italiano, la piccola Via Maroncelli è teatro di manifestazioni collettive, durante il Salone del Mobile di Milano e durante il Christmas Maroncelli District. Direttamente sulla strada o nei tipici cortili, convivono Gallerie d’Arte, di Art Design, di Fotografia, di Modernariato, agenzie di Fashion, di Pubblicità, locali di Creative Food, Antiche Botteghe e Maestri Artigiani. Antica via di transito, alle porte del Dazio ottocentesco, per l'entrata nella città di Milano, Via Maroncelli ha iniziato la sua trasformazione alla fine degli anni ‘80 con l'arrivo di alcune griffe prestigiose.

Eventi

Eventi passati:

27/11/2014
Carte Scoperte 1.0 - Inaugurazione



Prossimamente...

11/12/2014
Carte Scoperte and NEVEN ZORICIC for Christmas Maroncelli District



Contatti

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